la natura: un modello per il design?

Alla fiera mercato Jardin, jardins, Patrick Nadeau (importante architetto francese che mescola perfettamente architettura, design e natura), partecipa con la presentazione del suo libro “vegetal design”.

La sua presenza alla fiera è asta poi affiancata dalla scuola di design  di Reims “Ecole Supérieure d’Art et de Design (ESAD) de Reims” e dai suoi studenti che hanno creato dei progetti e delle ricerche basate sul tema


 « Le végétal, un modèle pour le design ? » 

il tema scelto dallo IESAD è volto ad allargare il campo di studio del design e della sua relazion con il mondo vegetale, tanto a livello artistico quanto a livello scientifico. La plasticità delle piante, il loro modo di svilupparsi ed adattarsi nelle zone urbanizzate, aprono delle prospettive ai designer e permette loro d’immaginare delle proposte inedite.

Qui di seguito i progetti proposti a “jardin, jardins”

Sul’esotismo
Adrien Lardet

Ricerca plastica articolata attorno al tema dell’esotismo; questo progetto propone uno sguardo sfasato sul mondo vegetale. La parte inquietante e stravaganzte che si offre a noi sottoforma di fiori tropicali che stregano giungle e foreste; quegli stessi tratti delle creature pazienti, silenziosamente nascoste nell’ombra: il loro tempo sembra bloccato, la loro attesa sospetta.

Mettere in luce questa parte di ombra della natura, lontano dalle specie comuni dei nostri habitat cittadini, è un mezzo per approciarsi al mondo vivente senza deviazioni in modo da traformare il disgusto in un interesse verso la comprensione dei nostri corpi.

Questo lavoro si presenta allo spettatore sotto forma di specchi che gli ricorda il mondo che li ha creati, fatto di linfa e sangue, di becchi e unghie, lontano dall’immaterialità dei tempi moderni.

Punteggiatura vegetale
Justine Plateau

Il progetto consiste nella creazione di piccoli pezzi di terreno incolto dove vengono mischiati materiali minerali e vegetali, due elementi a priori eterogenei che entrano simbiosi completandosi.

Il “falso” naturale, l’artificiale, si lascia addomesticare a poco a poco dalle specie viventi. Questi supporti per le piante in cemento poroso, sono stati bucati da parte a parte in modo tale da moltiplicare le possibilità delle piante di aggrapparsi alla superficie.

Paysages, <<s’inspirer de la nature>>
Paesaggi, prendere ispirazione dalla natura
Justine Delesalle

Questo progetto si articola attorno alla nozione di “paesaggio” del mondo minerale e del mondo vivente contemporaneamente.

Materiale lavorato con un ago che muta la terra in una forma dove texture e materia fanno pensare a dei materiali vegetali.

Alcuni faranno pensare a delle cortecce, altre a delle rocce o a dell’erba e altre ancora a dei coralli. Questo insieme costituisce un universo naturale sottolineando la nozione di tempo e di ritmo  della sua creazione.

L’artuffe: un fungo domestico.
Iris Delvalle

Questo progetto è nato da una ricerca realizzata sui funghi. L’artuffe è un fungo domestico: un buon parassita.

Il fosfato di calcio presente sul suo cappello in pasta di carta, gli permette di abbattare l’inquinamento, assorbendo i metalli pesanti presenti nell’aria. Questa tecnica ancestrale deriva dalle usanze medioevali, quando nelle mura venivano incassate delle ossa per filtrare l’umidità e, grazie al fosfato di calcio contenuto in esse, filtrava anche i metalli pesanti presenti negli spazi chiusi e prodotti  dal fuoco del caminetto.

Il cappello di questo fungo si ritira su se stesso nel momento in cui è saturo di metalli pesanti in modo da essere rimpiazzato  e riciclato insieme alla carta di giornale.

L’atuffe cresce in colonie in funzione della taglia dello spazio da disintossicare, ne bastano 5 per decongestionare 32 mq.

La passeggiata delle foglie sensibili.
Jules Levasseur

La foglia vegetale possiede numerose facoltà vitali, in essa si trovano le terminazioni responsabili dei 5 sensi delle piante.

Possiamo immaginare molto intuitivamente il cammino percorso dall’energia: dalle foglia alle radici, passando per gli steli arrivando così a creare addirittura il legno. Fisicamente la foglia racconta lo stato della pianta tramite il suo colore, la sua forma e la sua texture e nel momento in cui si moltiplica diventa da semplice superficie a volume.

Ispirata a questa superficie complessa , il progetto evoca la relazione vitale tra la luce, la foglia, la linfa e tutto ciò che producono; una plafoniera fissa che gioca con dei riflettori disposti in modo tale da formare una composizione dalla che doni una sensazione vegetale.

I piedi in legno costituiscono una base solida costruita dagli altri elementi e con l’intento di farci credere ad una crescita continua.

Il visitatore è invitato a passeggiare in un paesaggio di piante ibride senza essere separato dalla loro luce vitale.

Il giardino imprevedibile e le sue erbacce
Thomas Guigue

L’espressione erbacce sta ad indicare tutte quelle piante indesiderabili che si insinuano nelle varie colture, chiamate anche avventizie.

Il programma chiamato “processing”* va a cercare il nome latino di un’erbaccia in un database, collocandola poi casualmente in un format predefinito. Questa azione si ripete automaticamente ed il format viene invaso da dei nomi di erbacce.

*processing è un linguaggio di programmazione ed un ambiente di sviluppo creato da Benjamin Fry e Casey Reas, due artisti americani. Processing è il prolungamento multimediale del “Design by numbers”, l’ambiente di programmazione grafico sviluppato da John Maeda nel Media lab del MIT.

C’era una volta un’asclepiade ed un monarca.
Benedicte Babinet

Nella natura, il ciclo di vita comprende delle tappe di evoluzione come nascita, malattia, morte….

L’incontro tra due esseri di natura differente è una relazione d’interdipendenza. Ho deciso di interessarmi in modo particolare alla storia di una farfalla e di una pianta: il monarca e l’asclepiade.

Ho così mostrato le mie idee come se fossero degli oggetti narrativi. Ho trovato questo insieme incredibilmente poetico, un oggetto imparentato con una novella vegetale.

Eponges la gestion vegetale.
Le spugne e la gestione vegetale.
Maxime Aguilar.

Riflettere su delle nuove tipologie di elementi sanitari per meglio gestire il consumo dell’acqua nei bagni.

Allo stato naturale l’acqua affluisce, accarezza, s’estende e si infiltra seguendo la geografia e la geologia del paesaggio. Essa continua a fluire creando un circuito infinito.

Viaggiando essa si arricchisce di quei minerali e microorganismi che incontra nel suo percorso, assorbendo tutte quelle esperienze umane o naturali diventando così elemento chimico di un habitat e madre feconda.

Nell’ambiente domestico però  il circuito è unidirezionale.

Lo schermo
Ombre vegetali
Elsa Boch

Quando si pensa a piante e luce, generalmente, la prima cosa che viene in mente è la fotosintesi. Ho voluto ripensare a questa relazione tra le piante e la luce, sotto un aspetto più plastico ed ornamentale, con un accento sulla poesia piuttosto che sulla scienza. Le piante offrono una risorsa inesauribile di forme, colori e materiali, da cui artisti, artigiani, decoratori e designer hanno sempre preso spunto.

La luce è tanto vitale per noi quanto per le piante, ma noi, oltre alla luce del sole, abbiamo a disposizione  dei sistemi altamente tecnologici per rischiarare gli ambienti. “Schermo” è un giardino  d’interni che unisce la luce naturale a quella artificiale per rivelare tutti gli aspetti delle piante.

Un gioco di schermi traslucidi che rivela il disegno perfetto e sorprendente di foglie, steli e fiori alla maniera delle ombre cinesi.

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